Libero pensiero

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"Foto e scritto vengono qui esplicitati in forma pubblica sulla base dell'Art. 21 della costituzione Italiana."
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria [cfr. art.111 c.1] nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.
In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo d'ogni effetto.
La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.
Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.
Tema di discussione:
Crisi del Lavoro - Appalti pubblici -
Imprese di pulizie e Università
L'attuale stato di crisi oramai conclamato da alcuni anni, mette a dura prova molte famiglie, italiani e non a duro confronto con una realtà a dir poco devastante, potremmo riempire pagine e pagine con una crono storia a ritroso sulle cause di questa crisi economica, di come le bolle finanziarie europee, i Suprime Americani e la grave crisi bancaria dall'America a ll'Italia, ma dobbiamo limitarci al presente e circoscrivere la questione alle condizioni sociali di una specifica categoria di lavoratori, coloro che nell'adempimento del loro dovere e nell'affrontare la vita quotidiana a sostegno della propria famiglia, producono con il loro duro lavoro un misero stipendio che in questo periodo è messo a repentaglio da imprenditori disonesti e inaffidabili.
l'oggetto della questione è l'appalto impresa di pulizie che il rettorato della UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MILANO Via Festa del Perdono 7 - 20122 Milano gestisce in modo dubbio e inappropriato.
Da alcuni anni si susseguono gli appalti da appaltatori di dubbia moralità, incapaci di gestire il personale e di produrre servizi idonei in un sito di alto prestigio, giovani studenti frequentano l'ateneo in reparti che di pulito hanno ben poco, le condizioni lavorative del personale in carica da anni all'università, assunti e licenziati varie volte per il susseguirsi degli appalti di mano in mano, l'ultimo in ordine di tempo è una nuova impresa di pulizie proveniente da Benevento, dove il capo si spaccia da avvocato senza presentare credenziali derivanti dagli ordini dell'avocatura, insomma è un mezzo per intimidire? questa nuova impresa ha ridotto in modo consistente le ore di lavoro degli operai creando scompiglio nelle famiglie, quello che non si comprende è la selezione da parte degli appaltatori di queste fantomatiche pseudo imprese di pulizie, che vincono gare di appalto, l'ultima impresa:
VIA S. AGOSTINO 19
82100 - BENEVENTO(BN)
Il personale messo alle strette dalla precedente impresa di pulizie Alfiera 2001 Società Cooperativa - Contrada colle delle Api 86100 Campobasso (CB) Italia nella quale dopo aver perso l'appalto per incapacità gestionale sia dei servizi che del personale, per mancanza di corretto rapporto con la dipendenza nel pagamento della retribuzione con gravi ritardi e dubbia correttezza, si vedono costretti ad organizzarsi con il sindacato per rivendicare giusti diritti anche a livello Giudiziario, trascinando la questione anche con la nuova subentrata impresa per la grave riduzione di orario di lavoro nella quale apparentemente sembra dubbia se non illegale la mutazione dei contratti di lavoro sotto la minaccia di mancata assunzione nel caso veniva meno la firma dei lavoratori nei nuovi contratti, non hanno neanche potuto firmare con riserva per poter valutare in sede patronale se il contratto era quanto meno regolare.
Chi ha detto che la nostra Università è sinonimo di prestigio? quando i nostri figli dedicano la loro passione allo studio per raggiungere conoscenze di elavato livello di prestigio in un luogo dove neanche modesti operai riescono a raggiungere livelli dignitosi di lavoro? come fanno a gestire l'inteligenza di giovani con il loro spirito in crescita e affamati di conoscenza se chi gestisce luoghi eccelsi non è in grado di gestire in modo regolare dando dignità a madri e padri che si guadagnano il pane e magari le tasse universitarie per i propri figli in modo dignitoso?

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