Siti, blog e web hosting gratis Crea sito web

 

 

 

Home chi sono Genesi Carcerieri  Aiutaci  Lettera aperta infedeli Droga CV La Padania

 

 

 

 

Chi sono

Progetti

Settore Guardia Giurata

 

 

 

 

 


 

Memorie di un leghista

Mi chiamo Francesco Dragotta, nato a Milano  il 22/01/1965

Per avere una idea di chi sono oggi devo necessariamente raccontare alcuni tratti di me, cosa anima oggi il mio spirito combattivo a torto o a ragione, le motivazioni sono allacciate a doppio filo proprio a questa mia piccola storia.

Nel 1989 conobbi per caso le istanze della lega Lombarda durante il periodo in cui ero dipendente del ristorante Ciao presso L’Autogrill Amico Motta di P.za San Babila, attraverso un banchetto dove distribuivano volantini che inneggiavano ragioni oggettive della Lega Nord – Lega Lombarda.

Ragioni che condividevo e hanno dato il via alla passione politica, nel Dicembre dello stesso anno presi servizio presso l’istituto di vigilanza Provincia di Milano di proprietà del gruppo Svanoni, 11 mesi di pattuglia notturna e trasporto valori.

Nel 1990 cambiai istituto di Vigilanza avvicinandomi geograficamente al mio domicilio, svolgendo attività di Guardia Particolare Giurata presso il Centro Radio Telecontrollo, sito in Milano  Via Gallarate 207, istituto del gruppo Zanè, lo stesso Zanè poi coinvolto in inchieste penali riguardanti lo scandalo tra vigilanza e regione Lombardia, denominata “Scheletri nell’armadio”

Svolgevo nei primi anni mansioni di pattugliamento notturno e diurno, poi per alcuni strani episodi di Incendio doloso dove stranamente si cercava di colpevolizzare il mio operato, ho intrapreso prima con solo la protezione del sindacato UIL tucs, passando nel 1992 – 93 con il sindacato autonomo Lombardo (SAL) legato al movimento Lega Lombarda di p.za Messina, 1 Milano zona via Arbe,  le ragioni di inizio alla mia attività di proselitismo, nascevano da un senso di ingiustizia subita per la decisione di togliermi dal servizio di pattuglia stradale, attività che a me piaceva molto, quindi iniziai un percorso per me nuovo e appassionante per gli intrecci di politica nazionale, voglio ricordare che a livello nazionale tra le picconate di Cossiga e poi Tangentopoli e tutto quello che la storia ci ha consegnato, rafforzava in uomini come me, la forza e la passione di combattere per una ragione oggettivamente condivisibile, non che tutte le istanze della Lega Nord fossero condivisibili, ma allora la questione era concentrata nella mia piccola realtà lavorativa, quella di poter ottenere una rappresentanza sindacale all’interno della vigilanza, progetti nati dalla esigenza di migliorare le condizioni di lavoro del settore, progettare sistemi di sicurezza e vigilanza territoriali

Gli scontri con l’azienda erano all’ordine del giorno, gli scontri con la triplice pure, se poi consideriamo che politicamente la lega Lombarda non era ben vista da un apparato Social – Democristiano sia a livelli nazionale, sia nelle piccole realtà lavorative come la mia, dove l’amministratore, si diceva, proveniva dalla segreteria dell’ex sindaco di Milano A. Aniasi.

La quale lo stesso ex sindaco era anche un referente politico per la categoria delle guardie giurate o comunque del settore. La mia piccola battaglia proseguiva giorno per giorno con alti e bassi, con subdole ripercussioni subite e piccole vittorie da me portate avanti in modo determinato, nel 1997 iniziò un attacco alla mia persona molto determinato con la creazione di lettere di contestazione atte a creare i presupposti per far scattare il mio licenziamento come è poi accaduto il 14 Ottobre 1998. La causa per la reintegrazione venne seguita dal legale del SIN.PA un certo avv. Michele Picerno, (poi ho saputo essere il nipote acquisito del vice presidente del senato Angela Rosi Mauro)

Tale causa fu da lui persa e non potei andare mai in appello per cavilli tecnici. Tale perdita   e ingiustizia subita, provocò in me uno stato di depressione tanto da portarmi ad ammalarmi in forma grave e non potevo ringraziare nessuno perché non sono mai riuscito a fare causa per Mobbyng o altro.

La mia passione politica comunque continuò anche se non più per quel periodo, in modo attivo, una grave forma di infezione alle gambe e una grave crisi respiratoria con l’aumento di peso, mi costrinse a non seguire in modo attivo la mia passione, perdetti per alcuni anni tutti i contatti con la Lega Nord e il SIN.PA

Nel 2005 fortuitamente trovai lavoro presso il quotidiano la Padania come centralinista e la mia passione poteva continuare in modo più diretto potendo anche realizzare un sogno, cioè quella di poter pensare economicamente alla mia famiglia ma potendo anche coltivare la mia passione con la Lega Nord, nei primi due anni  tra gli entusiasmi politici e le partecipazioni attive ai comizi del segretario e varie altre manifestazioni , avevo anche notato alcune incongruenze, dove mi spinsero a esplicitare alcune critiche attraverso lo psedomino di John Skid, (pseudomino nato nel 1992 come nome di battaglia) con lettere al direttore o interventi attraverso il mio sito http://www.johnskid.altervista.org

Critiche espresse nel rispetto della democratica libertà di espressione sancita dalla costituzione, art. 21 – critiche al sistema politico nazionale, sull’opposizione alla Lega Nord oppure per incomprensibili operazioni politiche del mio stesso partito, considerando che la critica è costruttiva e democratica, fino ad arrivare a comprendere che lo stato di crisi del quotidiano la Padania, è qualcosa a cui i dirigenti della Lega Nord debbano ancora dare idonee spiegazioni.

Questa, in modo riassuntiva è un tratto della mia storia legata al movimento della lega nord e al sindacato, ha provocato tante gioie, ma anche tanti dolori, quando perdetti il mio lavoro di guardia particolare giurata, l’ultimo dei miei quattro figli aveva appena un mese di vita e non avevo altro fonti di reddito, quindi ha provocato molto dolore e disagio a me e alla mia famiglia, senza mai avere avuto sostegno dal movimento, neanche moralmente, questa è per me una pagina dolorosa che oggi con questa ingiusta cassa integrazione subita, ne aggrava lo stato di comprensione per una passione mai spenta, ma devastata nelle sue fondamenta da atteggiamenti incomprensibili di una classe dirigente e da una mia ex segretaria del sindacato SIN.PA a cui avevo donato passione, amore e fede per la causa Federalista, ma che mi sono sentito tradito nel profondo per non aver mai avuto la giusta comprensione per ciò che nel mio piccolo avevo fatto, avevo dato alla causa.

Voglio altresì specificare che non nutro nessun rancore di sorta, proprio grazie alla mia passione e al mio amore per il movimento, ma credo sia giusto e sia un mio diritto, come leghista non solo perché iscritto attraverso un pezzo di carta quale può essere un tesseramento, ma perché, quello che ho donato non me lo può dare un pezzo di carta, ma non può nemmeno togliermelo.

Spero di continuare da leghista ad esprimere liberamente le mie idee, le mie critiche se necessarie, al contrario di quello che materialmente ha fatto la stessa segretaria del SIN.PA, che mi ha espulso dallo stesso sindacato, per aver criticato pubblicamente alcuni mal comportamenti della stessa segretaria. Atto illiberale, anti democratico e fascista.

 

atto grave anti Democratico di Espulsione

torna su


 

Settore Guardia Particolare Giurata

Il numero di istituti di vigilanza in Lombardia è considerevole, il giro di affari degli stessi anche, le conoscenze e gli intrecci politici pure,  quindi sulla base di questi fattori e per la consapevolezza che già negli anni 90, si aveva sentore del disagio che un flusso di immigrazione incontrollato grazie alle leggi prima Martelli, poi Turco - Napolitano, avrebbe indubbiamente portato su questioni che mai come oggi ne risentiamo sul nostro territorio, la questione della sicurezza e dell'incolumità dei cittadini è un fatto oggettivo e non trascurabile.

Il progetto della Lega Nord, sulle "Ronde" è sempre stato fino ai suoi arbori, una ridicola tattica che avrebbe sfociato in atteggiamenti comprensibilmente scambiati per comportamenti anti sociali e razzisti, ma quale era l'alternativa?

Personalmente fino dai primi anni 90, avevo visto la possibilità di stabilire con un progetto a mio dire valido, un atteggiamento in favore di politiche sociali più consone al fabbisogno di sicurezza nelle nostre strade, nelle nostre città e per i cittadini al di là delle razze e dei colori della pelle, ma a tutela di tutti coloro che riconoscevano l'esigenza di tutela della sicurezza pubblica ma con la consapevolezza di una politica ineluttabile sull'integrazione dei popoli.

Questo mio progetto consisteva nel fatto di considerare l'ausilio di forze fisiche provenienti da possibili distaccamenti di piccole unità, appartenenti ai vari istituti di vigilanza che già esistevano sul nostro territorio, una task - force di vigilanze controllate dalle forze dell'ordine attraverso uffici di competenza di Regione, Provincia e Comune, dove con uno specifico centro di controllo di questa task - force, si poteva avere un controllo preventivo prima che repressivo su tutto il territorio, potendo rapportare stati di possibile pericolo alle forze dell'ordine la quale avrebbero pensato poi loro alla repressione e alle misure più idonee al controllo della legalità. Il sacrificio dei molteplici istituti di vigilanza era quello di dedicare supporter logistico e professionalità con l'ausilio di piccoli distaccamenti di unità per sostenere con le autorità competenti, politiche di prevenzione sulla sicurezza del territorio, senza impedire naturalmente agli stessi istituti di vigilanza, la loro naturale predisposizione al buisness, ma contribuendo con piccole necessarie risorse, la quale  per quegli istituti di vigilanza che avrebbero appoggiato tale progetto, accreditando  prestigio e credibilità, tanto da rafforzare legami e rapporti di affari sia nel privato che negli enti pubblici, ma sopra tutto, rafforzando quella dovuta fiducia nei confronti del cittadino.

Ecco questo era un mio fondamentale progetto che ho avuto la possibilità di esplicitare all'attenzione del segretario Umberto bossi, con una personale mia lettera, consegnata personalmente nelle mani dello stesso segretario U. Bossi, ma mai presa in seria considerazione.

 

torna su

 

Home chi sono Genesi Carcerieri  Aiutaci  Lettera aperta infedeli Droga CV La Padania