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Berlussolini e la Dittatura Italica

12 ore di fermo di polizia per volantinaggio cassa integrazione e critica verso una alleanza

Lega - Berlusconi

 

John Skid

Ricapitoliamo

Genesi della crisi

Nel Dicembre del 2005 presso il teatro Nuovo di P.za San Babila a Milano, vi è stata l'inaugurazione della nuova strategia Leghista del quotidiano La Padania al Sud, in quella occasione capitanata dal senatore Stefano Stefani, il senatore Giuseppe Leoni, l'amministratore dr. Roberto Mura (oggi ndr. 2009 divenuto senatore), il direttore Gianluigi Paragone (oggi ndr. vice direttore di Libero) il vice direttore Leonardo Boriani (oggi ndr. direttore de La Padania)

Guarda la mia vignetta sul lancio della Padania al Sud

presentavano quella operazione quale primo e importante passaggio per far conoscere le istanze del Nord, ai cittadini del Sud.

parallelamente in quel periodo Calderoli accompagnava tale operazione con l'alleanza Lega Nord - MPA di Raffaele Lombardo

Nell'Aprile del 2006 in via Bellerio, nella sede de La Padania, arriva un giornalista di Rai 3, per conto della trasmissione di Milena Gabanelli "Report", quella puntata era dedicata al finanziamento pubblico ai giornali di partito e non, giusto per ricordarvi, vi invito a rileggere o vedere la puntata. Successivamente dopo che Paragone appoggiato dal partito per rappresentare la Lega Nord, si è fatto in quattro andando in tutti i palinsesti delle varie trasmissioni televisive, (secondo me non faceva altro che sponsorizzare la sua immagine) tanto era divenuto popolare che guarda caso viene chiamato da Vittorio Feltri a coprire il ruolo di vice direttore di Libero, più o meno in quel  periodo che Betulla (Renato Farina) veniva colto con le mani nella marmellata dello spionaggio, insomma Paragone molla la Padania e al suo posto si insedia il 20 Dicembre 2006, colui che ricopre il ruolo di vice dir alla Padania, Leonardo Boriani diviene il nuovo direttore e già qualcosa cambia, Massimo Fini, Pierluigi Diaco e Maurizio Blondet, non scrivono più sulle pagine della Padania,  non che Paragone facesse miracoli nella direzione de La Padania, ma con l'arrivo di Leonardo Boriani, la capitolazione del quotidiano è assicurato, il quotidiano continua la sua discesa in modo inarrestabile, una picchiata inaudita, vengono spese prime pagine del quotidiano leghista per argomentazioni poco leghiste, anzi servivano più per sponsorizzare l'immagine di quel politico e di quell'altro, cioè una faida interna per ottenere una certa visibilità, come se quella visibilità conquistata serviva per accreditarsi più credenziali come interlocutori nella Lega Nord, qualche esempio per comprendere meglio credo sia utile: Luglio 2007 - Calderoli annuncia in prima pagina che grazie a Prodi gli Italiani non riusciranno a fare le ferie, poi si scopre a Settembre 2007  che il 13% in più degli Italiani è andato in ferie, una inutile prima pagina scritta attraverso il suo portavoce giornalista de La Padania Fabrizio Carcano.

sempre lo stesso Carcano su direttive di Calderoli, scrive il Sabato in prima pagina sullo sciopero fiscale in merito al Federalismo fiscale, la Domenica a Camogli  lo stesso Umberto Bossi, smentisce clamorosamente Calderoli, insomma bastava che Carcano telefonasse a Bossi chiedendo conferma sulla strategia di Calderoli, avrebbe risparmiato non solo una inutile prima pagina, ma anche una emerita figuraccia.

Potrei andare avanti con esempi clamorosi a iosa, ma mi limito a questi per non annoiarvi, poi arriva il clamoroso annuncio di Calderoli, lo stesso che conduceva le trattative con Raffaele Lombardo dell'MPA, del fallimento dell'operazione Padania al Sud, chiedendo scusa a tutti i leghisti per non essere riuscito a portare il nostro quotidiano al Sud, accusando i meridionali di non essere all'altezza di comprendere le ragioni di un Nord che cerca di  rappresentare le sue istanze finanche la secessione.

Sempre a luglio 2007, Gianluca De Marchi, dalle pagine dell'Opinione, grazie a gola profonda, annuncia nel suo articolo che la Padana vive un grave stato di crisi, in procinto di mettere in cassa integrazione 17 lavoratori. Ma il dotto direttore Leonardo Boriani, contro batte inviperito a Gianluca Marchi: "Fesserie, la Padania è una macchina da guerra"

da li a poco viene invece confermata la cassa integrazione di 17 lavoratori, 11 giornalisti e sei poligrafici, lo stesso Leonardo Boriani, in una assemblea pubblica, affiancato dal CDR, comunica che la grave crisi nasce da un buco di un milione e ottocento mila euro nella quale la stessa Lega Nord versa nelle casse del giornale un milione per ripianare in parte il buco ma ciò non è sufficiente, quindi per 24 mesi i lavoratori sono trattati da infetti  zombie che non possono più varcare la soglia del loro posto di lavoro. Naturalmente il sottoscritto porta davanti la sede della Lega Nord, in via Bellerio, la protesta clamorosa della CIS, la prima manifestazione avviene il 7 Dicembre 2007 fino al 7 Gennaio 2008, un mese di protesta accompagnata da una mia petizione in cui chiedevo la responsabilizzazione di coloro che si sono resi responsabili del dissesto sia per colpe politiche che per colpe di gestione, in questa mia petizione ebbi la solidarietà dello stesso senatore Giuseppe Leoni come qui è testimoniato dalla sua stessa firma in calce alla mia petizione:

foto del sen Giuseppe Leoni

cercando di chiedere al nostro segretario di risolvere la questione de La Padania, il 7 Gennaio l'amministratore G. Guerzi, al sottoscritto rassicura, garantisce che la reintegrazione sarebbe stata imminente, ma cosi non è stato, anzi per la mia testardaggine nel credere alla libertà di esprimere liberamente le mie opinioni, compreso giuste critiche, anche nei confronti di chi come la segretaria del SIN.PA (oggi vice presidente del senato Rosi Mauro,  viveva un clamoroso conflitto di interessi essendo ella non solo la mia segretaria del sindacato a cui ho dato mandato di rappresentarmi, ma era anche una delle persone che presiedevano il consiglio di amministrazione del quotidiano,

Consiglio di amministrazione: federico Bricolo, Roberto Cota, Rosi Angela Mauro, Giancarlo Giorgetti, Stefano Stefano

(In questa occasione il Dir. L. Boriani era stato allontanato dalla direzione del quotidiano, ma poi chissà quale miracolo ed è rientrato.)

 lo stesso consiglio di amministrazione che ha deciso la cassa integrazione, stabilendo insieme a chi di dovere chi dovevano essere i lavoratori da mettere in cassa integrazione. Come scrivevo poc'anzi, le mie giuste critiche, espresse liberamente sul mio sito http://www.johnskid.altervista.org  mi sono guadagnato l'espulsione dallo stesso sindacato in vigore dal Febbraio 2008:

atto di espulsione

Questo è il livello di democrazia interno alla casa del popolo della Lega, guai se esprimi le tue opinioni, le tue critiche.

Un'altra interessante personale manifestazione avviene in prossimità della riforma sulle intercettazioni preceduta da un mio simbolico assalto alla sede della Lega Nord:

 

come protesta per alcune scelte politiche e per ricordare la grave crisi de La Padania.

La riforma sulle intercettazioni e l'appoggio della stessa Lega Nord, attraverso le rappresentanze politiche di sanatori e deputati della Lega Nord, come Sandro Mazzatorta e Bodega, che appoggiarono tale nefanda riforma screditando eroi del popolo quali Luigi De Magistris e Gioachino Genchi, mi costrinsero a esplicitare quale leghista (tesserato) la mia personale contrarietà a questa presa di posizione della Lega Nord, criticando tale scelta politica, dove questa mia manifestazione di alcuni giorni di cui i residenti credo se la ricordano benissimo, perché con tanto di audio cassetta per parecchie ore al giorno rompevo i timpani non solo ai dirigenti leghisti, ma anche ai residenti di via Colombi e dintorni, avevo 4 - 5 gigantografie di De Magistris, Genchi, Borsellino e Falcone, quali secondo me "Eroi del popolo" dove esplicitando questa mia critica per scelte inopportune politicamente che non rappresentano la volontà del popolo Padano,  avevo intervistato un giornalista de La Padania Igor Iezzi, Matteo Salvini e anche il sindaco di Varese Attilio Fontana

,

 dove chiedevo a loro il perché di questa scelta sulla riforma inerente alle intercettazioni, screditando eroi del popolo, come risposta avevo ricevuto da queste tre persone una allucinante risposta, secondo loro questi non erano eroi del popolo, alcuni di questi Eroi hanno sacrificato la loro vita nel difendere principi inalienabili nella lotta alla Mafia, nella lotta al malaffare, non riuscivo a capacitarmi che dirigenti e giornalisti della Lega, potessero mai mancare di rispetto a questi Eroi del popolo, indubbiamente vi è una discrepanza tra quello che è nei cuori del popolo Leghista e quello che questi dirigenti della Lega, a cui definisco leghisti di palazzo che nulla hanno a che fare con la voce del l'intero popolo della Lega, queste posizioni non rappresentano il volere del popolo leghista, ma solo una minoranza, se quant'anche sia il sottoscritto a far parte di una minoranza, allora credo sia giusto che la mia minoranza possa liberamente esprimere tali posizioni con la libertà di critica verso una dirigenza sorda e ottusa.

In quei giorni dalla Ministra Martini al ministro degli interni Maroni, Calderoli, Castelli e lo stesso Bossi, avevo espresso la mia modesta opinione in modo chiaro anche se ero solo al mio piccolo presidio, credo però di aver testimoniato che una parte del popolo non è assolutamente d'accordo a certe assurde posizioni del partito.

La scoperta tragicomica è stata quando ho scoperto sempre grazie a Report di M. Gabanelli,

che la Lega aveva dato in due trance circa seicento mila euro al movimento dell'MPA di Raffaele Lombardo, il primo versamento di oltre trecentomila euro era stato dato solo dopo circa 15 giorni dall'inizio della nostra messa in cassa integrazione, il secondo versamento è stato fatto circa il giorno 7 Novembre 2008, insomma soldi che avrebbero potuto ripianare il deficit del quotidiano, soldi rubati a lavoratori incolpevoli del dissesto finanziario.

In questa pagina come potrete leggere vi è un riassunto della vicenda, ma vi sono anche da ricordare varie considerazioni su errori politici la quale responsabilità hanno nome e cognome, basta solo che proviate a scavare nella giusta direzione, alcuni errori come la CreditEuroNord dove le tracce sono indelebili come potrete vedere in questa foto: ex bancomat Euro Credit Nord

26 Settembre 2009 01:00

by  John Skid

 

 

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